
Carbon, ma i progetti quando?
13 aprile 2010
Quando la SGL Carbon progettò il complesso industriale nelle vicinanze della stazione, non venne calcolata la possibilità che Ascoli si espandesse verso la vallata (unico sbocco per le costruzioni urbane). Fu così che con la cementificazione di Porta Maggiore prima e Monticelli poi, Ascoli si ritrovò con una delle industrie più inquinanti al mondo nel pieno complesso urbano, con tutti gli annessi e connessi che conosciamo, soprattutto a livello di inquinamento. Miopia verso il futuro? Forse, ma non possiamo, però, abbandonare questa storia a sè stessa.
Troppe volte sentiamo gli anziani raccontare folkloristicamente ciò che rappresentava la Carbon negli anni passati. Racconti inquietanti per certi versi, ingenui alle volte, ma estremamente concreti e pregni di significato: “Mi svegliavo la mattina e il davanzale della finestra era nero, ci passavo la mano e mi accorgevo che era lo sporco del ‘Carburo’.”
Oggi che conosciamo gli effetti prodotti dall’industria, sia a livello di inquinamento per l’agricoltura, sia per i guai sanitari degli addetti ai lavori (soprattutto) ma anche per chi abitava nelle vicinanze, non abbiamo potuto fare a meno di chiudere lo stabilimento, nonostante il suo livello occupativo. La Carbon è stata abbandonata ormai da diversi anni e i lavoratori messi in cassa integrazione, in attesa di una nuova collocazione.
La nuova collocazione non è mai arrivata ovviamente, ed è notizia di questi giorni, che la cassa integrazione sta per scadere. Ma quindi?
Quindi è da anni che la Carbon è ferma, in attesa del suo destino. “Servono 30 milioni di Euro per la conversione dell’area e quindi non ci sono soldi…” ci hanno detto i politici.
C’è voluto però Scajola, ministro dello sviluppo economico, per avvertirci che quei soldi sono stati già stanziati dal Ministero. Ma quindi? Perchè sono ancora fermi?
In verità, visto lo sperpero del denaro pubblico che si fa in Italia, il governo non concede finanziamenti sulla fiducia(giustamente per altro), vuole la cantierabilità della zona. E che significa?
Serve un progetto per la conversione e bonifica dell’area. Vabbè, ma vuoi che in tutti questi anni di inattività non sia stato approvato un progetto del genere?
NO! Sembra incredibile ma siamo fermi con le lancette a qualche anno fa. La Carbon è abbandonata, i progetti non ci sono, forse solo adesso si sta facendo il vas (valutazione ambientale strategica) e ci si sta attivando, ma il beneficio del dubbio è d’obbligo visto come sono andate le cose fino ad oggi.
In pratica, in un’area di 30 ettari, nel pieno del tessuto urbano, il tempo si è fermato. 30 Ettari di città sono stati appoggiati di fianco alle scrivanie degli uffici in attesa che qualcuno compilasse un benedetto progetto. Un pezzo di città(con lavoratori annessi) è stato accantonato, senza una ragione precisa. Un pezzo di Ascoli dorme da troppo tempo. Un pezzo di Ascoli che avrebbe potuto parzialmente risanare la crisi cittadina, se le funzionalità affidategli fossero state giuste. Il sonno in questi anni però è stato profondo, troppo profondo.
Forse è il caso che suoni la SVEGLIA!