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CASAPOUND ARREMBA SEMPRE!

23 giugno 2011

Manifesto Baia Di Tortuga

Negli ambienti la voce circolava da mesi, ma il volantino ha finalmente annunciato ciò che i rumors avevano fatto intuire da tempo. E ci sarà da divertirsi. E sì, perchè CasaPound Marche ha finalmente rivelato l’appuntamento più intrigante dell’estate nel centro-Italia e l’attesa non è stata delusa, anzi. Sarà il 16 Luglio, la grande festa dell’associazione di promozione sociale che catapulterà militanti e simpatizzanti nel pieno centro cittadino di Ascoli Piceno, a due passi da Piazza Del Popolo.

I pirati in nero non hanno scoperto troppo le carte ma tanto è bastato per farci capire che Sabato 16 Luglio ne vedremo delle belle. L’orario appare ben chiaro 9:03, ma per fugare ogni dubbio abbiamo chiesto agli organizzatori che cosa si intendesse. “La festa partirà dal mattino” ci hanno risposto sorridendo. In effetti i simboli sul manifesto ci avevano fatto intuire che la giornata sarebbe stata piuttosto densa. Abbiamo cercato di carpire qualcosa in più ma pare che le tartarughe marchigiane vogliano stimolare la curiosità.

“Grandi eventi sportivi, musicali e anche momenti di cultura con mostre e dimostrazioni… ci piace pensare in grande, mettiamola così…”. Ad Ascoli Piceno CasaPound non vuole farsi mancare nulla insomma.

D’altra parte l’occasione era ghiotta e non poteva essere contornata che da grandi eventi. Il tutto si chiuderà con i migliori gruppi di riferimento dell’area musicale in circolazione. Eh si, SPQR, Ultima Frontiera e ZetaZeroAlfa sono pronti a sbarcare al Polo Sant’Agostino che per un giorno si trasformerà nel porto più affascinante del mar Italico. Gli ZZA chiuderanno proprio ad Ascoli Piceno il loro “Disperato Amore Tour” e già questo dovrebbe bastare a chi ha qualche dubbio, ma è tutto ciò che contornerà questa spumeggiante giornata a dire che non si potrà fare a meno di esserci.

In attesa del programma ufficiale non ci resta che ribadire quello che da anni è chiaro a tutti: CasaPound è vita in un mondo di morti. E visto che parliamo di pirati e ZetaZeroAlfa, è proprio il caso di dirlo: CASAPOUND ARREMBA SEMPRE.

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Il silenzio è il vero complice

2 marzo 2011

“Non scappiamo, non strilliamo, non piangiamo!” era scritto su una lettera aperta di Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, nel 2009.

E’ così che l’associazione rispondeva ai continui attacchi di cui è tutt’ora vittima. Ed Ascoli non fa eccezione. I propri militanti continuano a portare avanti la propria attività senza remore, senza indugi, senza vittimismi. E’ la linea che detta il loro stile, certamente diverso dal solito.

Se da una parte CasaPound tira dritto per la sua strada, un’analisi degli avvenimenti è bene farla, perchè anche se per loro lo “status quo” è uno stimolo a fare meglio, a fare di più, è pur vero che in città cova l’odio verso questi ragazzi, colpevoli di pensarla in maniera diversa.

Un occhio più attento avrà di certo notato lo stress continuo a cui l’associazione è sottoposta. Scritte sui muri, inviti a bruciare la sede, adesivi contro CasaPound, macchine rigate, volantini diffamatori… Potremmo tapparci gli occhi e far finta di nulla ma l’assalto alla “Bacheca non conforme” di Febbraio 2011, finita sui giornali è solo la punta dell’iceberg di un odio costruito, propagandato, pensato, ed estremizzato che affligge i ragazzi di CasaPound.

Un petardo danneggiò la porta del loro circolo “Il Bolide”, la sera prima dell’inaugurazione. La solidarietà arrivò da Andrea Antonini del PDL(allora vicesindaco) e da Forza Nuova.

Questa volta la solidarietà per la bacheca infranta è arrivata dall’assessore Brugni(PDL), dal consigliere Petracci per conto della Giovane Italia, dal consigliere regionale Natali(PDL), da La Destra.

“Come è possibile che queste cose accadano in Piazza Del Popolo, in pieno centro?” si chiedeva Petracci, nelle righe apparse sui quotidiani locali. Una risposta potremmo azzardare a darla…

I pochi idioti, esecutori materiali dei gesti vigliacchi elencati sopra, godono della giustificazione morale di tutta la sinistra cittadina. Si noti infatti come non ci sia neanche un esponente di sinistra che abbia condannato i fatti. Non c’è traccia del loro pensiero a riguardo. Non una parola.

E allora il silenzio diventa complice, pesa sulle spalle di chi non ha avuto il coraggio per dissociarsi da chi attacca (sempre nell’ombra) CasaPound.

L’opposizione politica, quando si ha poco da dire, si fa anche così, mandando avanti pochi celebrolesi, infarciti di antifascismo, che diventano del tutto funzionali a chi non ha nulla da dire sul loro operato, anzi, tacendo ne diventa connivente.

A sinistra tutti sanno, ma tutti volontariamente tacciono, quindi tutti tollerano e magari giustificano diventando a tutti gli effetti “mandanti morali” delle azioni contro CasaPound.

E allora, visto che tutto tollerano, che tutto ciò gli sta bene, ci facciano almeno la cortesia di non riempirsi la bocca di parole come “libertà” e “democrazia” che sentiamo troppo spesso uscire dalle loro bocche. Piagnistei giornalieri su quanto è cattivo Berlusconi, su quanto sia vicino lo stato totalitario e il ritorno del fascismo. Risulterebbero davvero ridicoli e boriosi nelle loro contraddizioni.

E finiamo come avevamo cominciato, con un passaggio di quella famosa lettera dell’ Ottobre 2009. Quantomai attuale:

“E nonostante questo noi non ci disperdiamo, non indietreggiamo ma andiamo avanti. Vi conosciamo bene, siamo vaccinati.”

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Carbon, ma i progetti quando?

13 aprile 2010

Quando la SGL Carbon progettò il complesso industriale nelle vicinanze della stazione, non venne calcolata la possibilità che Ascoli si espandesse verso la vallata (unico sbocco per le costruzioni urbane). Fu così che con la cementificazione di Porta Maggiore prima e Monticelli poi, Ascoli si ritrovò con una delle industrie più inquinanti al mondo nel pieno complesso urbano, con tutti gli annessi e connessi che conosciamo, soprattutto a livello di inquinamento. Miopia verso il futuro? Forse, ma non possiamo, però, abbandonare questa storia a sè stessa.

Troppe volte sentiamo gli anziani raccontare folkloristicamente ciò che rappresentava la Carbon negli anni passati. Racconti inquietanti per certi versi, ingenui alle volte, ma estremamente concreti e pregni di significato: “Mi svegliavo la mattina e il davanzale della finestra era nero, ci passavo la mano e mi accorgevo che era lo sporco del ‘Carburo’.”

Oggi che conosciamo gli effetti prodotti dall’industria, sia a livello di inquinamento per l’agricoltura, sia per i guai sanitari degli addetti ai lavori (soprattutto) ma anche per chi abitava nelle vicinanze, non abbiamo potuto fare a meno di chiudere lo stabilimento, nonostante il suo livello occupativo. La Carbon è stata abbandonata ormai da diversi anni e i lavoratori messi in cassa integrazione, in attesa di una nuova collocazione.

La nuova collocazione non è mai arrivata ovviamente, ed è notizia di questi giorni, che la cassa integrazione sta per scadere. Ma quindi?

Quindi è da anni che la Carbon è ferma, in attesa del suo destino. “Servono 30 milioni di Euro per la conversione dell’area e quindi non ci sono soldi…” ci hanno detto i politici.

C’è voluto però Scajola, ministro dello sviluppo economico, per avvertirci che quei soldi sono stati già stanziati dal Ministero. Ma quindi? Perchè sono ancora fermi?

In verità, visto lo sperpero del denaro pubblico che si fa in Italia, il governo non concede finanziamenti sulla fiducia(giustamente per altro), vuole la cantierabilità della zona. E che significa?

Serve un progetto per la conversione e bonifica dell’area. Vabbè, ma vuoi che in tutti questi anni di inattività non sia stato approvato un progetto del genere?

NO! Sembra incredibile ma siamo fermi con le lancette a qualche anno fa. La Carbon è abbandonata, i progetti non ci sono, forse solo adesso si sta facendo il vas (valutazione ambientale strategica) e ci si sta attivando, ma il beneficio del dubbio è d’obbligo visto come sono andate le cose fino ad oggi.

In pratica, in un’area di 30 ettari, nel pieno del tessuto urbano, il tempo si è fermato. 30 Ettari di città sono stati appoggiati di fianco alle scrivanie degli uffici in attesa che qualcuno compilasse un benedetto progetto. Un pezzo di città(con lavoratori annessi) è stato accantonato, senza una ragione precisa. Un pezzo di Ascoli dorme da troppo tempo. Un pezzo di Ascoli che avrebbe potuto parzialmente risanare la crisi cittadina, se le funzionalità affidategli fossero state giuste. Il sonno in questi anni però è stato profondo, troppo profondo.

Forse è il caso che suoni la SVEGLIA!

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La sinistra ruba le proposte, ma il PDL le congela

30 dicembre 2009

Continua ad essere al centro dell’attenzione il decreto Ronchi che privatizza la gestione dell’acqua.

CasaPound, lo ricorderete, in tempi non sospetti si fece portavoce del problema. A pochi giorni dalla nascita, nell’estate 2008, inscenò una protesta affiggendo cartelli sulle fontane cittadina, in modo provocatorio e schierandosi apertamente contro le privatizzazioni.

Il mondo politico e le istituzioni, si disinteressarono della protesta, ignorandola.

CasaPound non mollò la presa e pochi mesi più tardi, fondò un comitato impegnato più e più volte in banchetti di raccolta firme per una proposta di modifica dello statuto comunale, di iniziativa popolare, in modo da tutelare la proprietà pubblica dell’acqua. Anche lì nessuno si interessò al problema, nonostante qualsiasi consigliere avrebbe potuto presentare la mozione, semplicemente mettendosi in contatto col comitato.

Passa ancora del tempo, e il PDL porta in senato il decreto Ronchi. Improvvisamente in Italia la sinistra si sveglia, gridando allo scandalo, e annunciando iniziative in tutta la penisola. La fiammata di passione pare investire anche il PD nostrano dove immediatamente Canzian ed altri consiglieri firmano una mozione per la modifica dello statuto, il tutto ovviamente, scavalcando chi operava da mesi sul campo, anzi trafugandone le proposte, come potete leggere nel confronto di PicusOnLine.

http://www.picusonline.it/scheda.php?id=20846 .

il PDL a quel punto non può più ignorare il problema, portato alla ribalta di nuovo sui giornali, che attendono l’espressione del Consiglio Comunale su di un tema così importante. Nonostante la palese validità della proposta, il dubbio continua a serpeggiare nei locali dell’Arengo. Come possiamo, di fatto, boicottare il decreto che il nostro stesso partito ha approvato a livello nazionale?

Ed allora eccoci qui, noi cittadini, in perenne attesa, mentre la discussione in consiglio comunale è stata rinviata già due volte “perché è un tema delicato ed ha bisogno di tempo per essere affrontato” e una in provincia.

Ma cosa c’è da temporeggiare? Vogliamo veramente far mettere le loro sporche mani nella TUA acqua?

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Parte da Ascoli la rivolta contro i sindacati confederali: l’altra casta!

14 novembre 2009

Fight ClubMercoledì 11 Novembre gli operai della Manuli erano chiamati a decidere del loro futuro, votando il referendum consultivo sull’accordo firmato da CGIL, CISL e UIL: 140 reintegri su 376 e qualche spicciolo ai liquidati. Un accordo che non contemplava nessun piano di investimento e nessuna garanzia sul futuro dell’azienda, rendendo vano e ingannevole il reintegro dei 140 posti di lavoro.
I lavoratori non reintegrati non avrebbero goduto di nessun adeguato incentivo, in pratica l’azienda avrebbe effettuato dei licenziamenti a COSTO ZERO! Da notare che non è mai stata presa in considerazione la posizione dell’indotto e quindi quei lavoratori “di serie B” sarebbero. stati completamente abbandonati a se stessi.

I sindacati confederali hanno pubblicizzato questo pre-accordo spacciandolo per una grande vittoria, e solo grazie alle richieste della base hanno pensato di effettuare un referendum consultivo tra gli operai, per vedere se la trattativa con l’azienda fosse di loro gradimento. Nelle piccole sedi Manuli di Milano e Bologna interessate dal documento, i dipendenti sono caduti nel tranello e il voto è stato favorevole.

Gli operai di Ascoli, invece, non hanno avuto dubbi, bocciando all’unanimità il testo proposto da CGIL, CISL e UIL.

Neanche un “sì” è stato ottenuto tra i lavoratori, neanche tra quei 140 che sarebbero stati reintegrati nell’azienda. Il fronte operaio è stato compatto nel fare muro contro una rappresentanza sindacale ormai troppo distante dalle realtà aziendali. Una rappresentanza che dovrebbe fare l’interesse degli operai, ma dalla quale, gli stessi operai, non si sentono più tutelati.

Una sentenza secca, inequivocabile, quella dei lavoratori Ascolani, che non lascia margini di fraintendimento: non ci si può accontentare più delle briciole derivanti dalle trattative dei sindacati confederali.

Rappresentanze oggi quantomai distaccate e incapaci di farsi portavoce delle volontà della base. Una base costretta a creare coordinamenti spontanei sul territorio, per sopperire alle carenze di chi dovrebbe proteggere i lavoratori per mestiere, ma lascia a desiderare, molto a desiderare.

Un sindacato diventato ormai covo di affaristi e trampolino politico, nel quale nessun operaio riesce a riconoscersi.

E a poco vale lo “scarica-barile” attuato squallidamente dalla CISL e il resto della banda per tentare di salvare la faccia. Quello zero in casella vale più di mille comunicati, vale più di mille parole. E’ un macigno che non si può spostare, è una macchia che non si può lavare. E’ un marchio a fuoco che suona da avvertimento: NON FATE GLI STRONZI CON I LAVORATORI!

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Nostalgia Canaglia

18 agosto 2009
Acquedotto Romano - Porta Cartara - 1916

Acquedotto Romano - Porta Cartara - 1916

Acquedotto Romano - Porta Cartara - 1924

Acquedotto Romano - Porta Cartara - 1924

Madonna del Ponte -1933

Madonna del Ponte -1933

Acquedotto Romano visto dal fiume - 1902

Acquedotto Romano visto dal fiume - 1902

Acquedotto Romano davanti alla Chiesa di Porta Cartara

Acquedotto Romano davanti alla Chiesa di Porta Cartara - 1937

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Ma che bel mondo di m#### che vi siete costruiti!

11 agosto 2009

Presidio ManuliE’ agosto. Fa caldo, troppo caldo. Ma vi assicuro che non è la temperatura e neanche una ragazza, come diceva Max Pezzali in una famosa canzone.

E’ quella rabbia che ti sale dentro spaziando tra le piazze, i bar e i giornali in questi giorni.

A Piazza Del Popolo c’è il concerto della notte bianca. E’ il clou dell’estate Ascolana, decine di migliaia di Ascolani si riversano in strada. Piazza Del Popolo è il foro principale intorno al quale ruota tutta la manifestazione. Un cardine per questa kermesse. Tutti gli occhi sono puntati su quel palco e anche chi gira per negozi non rinuncia ad una capatina nella piazza gioiello. Turisti brulicano per vedere una tra le più belle, forse la più bella piazza d’Italia.

Sul palco, spacciato per un compositore di musica popolare, un artista dello SKA, quasi fosse un appuntamento culturale, sale tale “Zulù” , frontman dei 99 Posse. Proprio lui, quello che vorrebbe sparare a vista a tutti i punti neri perchè ha un rigurgio antifascista. Non solo si tollera questo genere di istigazioni a delinquere (e non esagero affatto), anzi lo si invita nel giorno e nella piazza che ho descritto prima. E quando parlo di istigazione a delinquere, è perchè in nome dell’antifascismo, propagandato da tutto l’apparato sinistro Italiano, decine e decine di ragazzi sono morti perchè  reputati “diversi”. E questo subumano invita, ancora nel 2009 a SPARARE mentre gli si paventano tappeti rossi e Piazze principali. Complimenti!

Mentre al centro c’è questa pseudo-festa, tanti operai sono ad Ostia per riconquistare i 375 posti di lavoro persi a causa della delocalizzazione della Manuli. Un incontro importante, il primo tra le parti in causa. Sindacati e dirigenti d’azienda intorno ad un tavolo per spiegare le proprie ragione, per trovare un accordo che sembra distante anni luce, ma che non ha ancora seppellito la speranza di quasi 400 lavoratori, parte dei quali sono fuori ad aspettare le nuove che arrivano dai corridoi dell’edificio. Sono arrivati con 2 pullman per far valere le proprie ragioni, per dare il proprio supporto a chi siederà intorno a quel tavolo. L’azienda ha licenziato senza preavviso, nessun contatto col signor Grandi, dirigente dello stabile, oggi è l’occasione che gran parte di Ascoli attende. Grandi c’è ed è già una notizia. Per l’occasione sono stati avvertiti i vertici nazionali dei sindacati. Ma… Un attimo… Cgl, Cisl e Uil NAZIONALI hanno disertato l’incontro… da non crederci. Forse perchè oggi non c’è nessuna passerella da fare, oggi si discute sul serio e non ci sono interviste per farsi belli in televisione. Senza parole!

Mi distraggo un attimo guardando i giornali. Toh! Un ragazzo è stato ucciso da minorenni rom a Villa Rosa (Martinsicuro). Il ragazzo è di Castel Di Lama, fa il cameriere in riviera per pagarsi gli studi. Gira con la bici dell’albergo dove lavora, che gliel’ha concessa per spostarsi finiti i turni di lavoro. L’imbarazzo è grande quando scopre che la bici è stata rubata, come potrà giustificare la cosa agli albergatori? Il ragazzo va a mangiarsi 2 arrosticini ad un chiosco quando passano dei ragazzini, hanno la sua bici. Il ragazzo cerca di rivendicarla e in un attimo è a Terra esanime.

Gli zingari si erano dati alla fuga con un motorino e il padre per coprirli ha ben pensato di dare fuoco al motorino usato per scappare. Chissà quando le istituzioni si accorgeranno di intere zone del Teramano e del Pescarese, in mano a zingari ormai stabili, che si riuniscono in gang, convinti dell’impunità. Nella costa la situazione è drammatica. Giri di criminalità piccola e grande governano interi quartieri ed è impossibile proferire parola: il rischio minimo è una rissa, e se proprio va bene non spuntano armi da taglio.

Ma che bel mondo di m#### che vi siete costruiti!

Prima di tornare a casa un ultimo giro a Piazza Arringo, c’è una discoteca a cielo aperto per la notte bianca, centinaia di giovani con maglie attillate e luccicanti, pupille dilatate, sudati da fare schifo. Impasticcati, sonnolenti e soprattutto apatici. Si, adesso riporta tutto!

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Il Futurismo “fai da te”

24 luglio 2009

Giusep...pardon... Filippo Tommaso Marinetti!

Giusep...pardon... Filippo Tommaso Marinetti!

1909-2009, ricorre l’anniversario del Futurismo. Corrente artistico-letteraria che si studia a scuola in modo veramente parziale e stravagante. Provate a chiedere in giro chi sono i Futuristi. La gente vi risponderà sostenendo che sia un manipolo di pazzi, con idee bizzarre talvolta tramutate in opere sotto i fumi dell’alcol.

Il capo di suddetti pazzi, è un certo Marinetti, autore dell’incomprensibile Manifesto del Futurismo. Che il Futurismo intrecci la propria storia con il Fascismo è un tabù anche per i più secchioni. Del partito politico Futurista, che vede concretizzarsi le proprie idee nella rivoluzione Fascista, neanche a parlarne. Sui libri di storia nessun accenno a Marinetti che partecipa all’impresa Fiumana. Mai spesa una parola sul fatto che il partito Futurista preveda distribuzione di terre ai combattenti, lotta all’analfabetismo e suffragio universale, idee totalmente riprese dal Fascismo.

Il Futurismo nell’idea degli Italiani è una cosa totalmente distaccata e ibernata fuori dal contesto storico che la contraddistingue, quasi una corrente artistica èlitaria di poca rilevanza.

E’ il frutto degli insegnamenti “geneticamente modificati” che i vincitori della seconda guerra mondiale hanno prospettato per i ragazzi delle scuole Italiane..

La dimostrazione palese è l’articolo scritto da Filippo Ferretti sulle pagine del Corriere Adriatico (http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=C960427D906549E42381B3B903121A40) dove l’autunno Futurista di Ascoli coincide con le mostre ecclesiastiche di San Paolo.

I Futuristi si rivoltano nella tomba ripensando al loro programma politico che contemplava lo “svaticanamento dell’Italia e la distruzione della chiesa”.

E chissà cosa direbbe Marinetti… che voleva provocatoriamente rivoluzionare la stampa abolendo la punteggiatura, ma che si sarebbe tenuto ben stretto il suo bel nome Filippo Tommaso invece di essere chiamato Giuseppe. Speriamo non scopra che è il nome del Padre di Gesù Cristo, potrebbe scattare una guerra come “igiene dei popoli”.

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Per Ancona il Piceno è sempre “Marca Sporca”, ma forse i Piceni cominciano a togliere la sicura…

19 luglio 2009

cannonate

Giovedì 25 Giugno,  “Il Messaggero” pubblica un inserto finanziato dalla Regione Marche.
16 pagine, 16 lunghe pagine di elogi per il territorio, di schede dettagliate per i turisti che, in modo abbastanza clamoroso glissano sulle oggettive bellezze delle Marche del sud. Ascoli non è mai menzionata, nonostante qualche vistoso sponsor di matrice Picena faccia da cornice al libricino.

E’ il 12 Luglio quando un misero servizio del TG3 Marche (qualcuno lo chiama ormai “Rai Ancona”) si sofferma sulle interruzioni del pubblico più che su una delle più antiche rievocazioni storiche d’Italia.

Cose che l’Ascolano medio ormai non nota più, totalmente abituato alla scarsa considerazione regionale.  Sfumature con cui ormai si è deciso di convivere. Quando salta fuori il discorso nelle serate tra amici non si fanno più commenti, basta alzare le spalle e lasciarsi andare a qualche sorriso ironico. “…Mbè” e “te pariè…” sono le frasi più gettonate quando si prende l’argomento.

Negli ultimi giorni però, c’è stata un’inversione di tendenza, che non possiamo che vedere di buon occhio. I nuovi amministratori non hanno potuto far altro che riportare e far leva sul malcontento diffuso, chiedendo a gran voce quel rispetto e quella considerazione che ci spettano di diritto. In particolare aiuti per i progetti universitari e dell’Area Carbon.

Area Carbon di cui ci siamo occupati su queste pagine già qualche tempo addietro lanciando una proposta per il Mutuo Sociale che ha interessato più di qualcuno pur cadendo nel vuoto per la mancanza di finanziamenti. Che la regione possa dare una mano?

Le parole di Celani e Castelli in ogni caso sono vere e proprie bordate verso il malcostume che serpeggia in regione. Che sia un segnale?

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Nasce un comitato cittadino per l’acqua pubblica

3 luglio 2009

La privatizzazione dell’acqua, passata in Senato senza far troppo rumore, non trova il favore dei cittadini Ascolani. Almeno non di tutti.

E’ nato infatti il comitato cittadino “Acqua Picena Pubblica”. Un sodalizio di cittadini e associazioni impegnate nella difesa dell’acqua in quanto bene essenziale per la vita e quindi non mercificabile.

E’ proprio il caso di dirlo: c’è qualcuno che prova a smuovere le acque e non solamente a parole.

Infatti il Comitato ha avviato una raccolta firme al fine di modificare lo statuto comunale di Ascoli, in modo da tutelare la proprietà pubblica delle acque locali.  Se la raccolta avrà successo la proposta di delibera del comitato arriverà in consiglio e vedremo chi veramente è asservito ai poteri forti tra i nostri amministratori.

Serve l’impegno di tutti per promuovere la raccolta che ha ovviamente il pieno sostegno del nostro blog, parliamone a scuola, in ufficio, al lavoro, in piazza, al bar con gli amici.

Ghianda Missile è con il Comitato cittadino per l’acqua pubblica.

Il logo del comitato per lAcqua Picena pubblica!

Il logo del comitato per l'Acqua Picena pubblica!

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